Mobilità urbana
Lo scenario
L'intreccio tra mobilità e tecnologie dell'informazione e della comunicazione è sempre più stretto e, da una decina d'anni (il primo congresso mondiale dedicato all'argomento si è tenuto nel 1994 a Parigi) la denominazione Intelligent Transportation Systems (ITS) identifica a livello internazionale questo settore ampiamente mulitidisciplinare che combina informazione, comunicazione e navigazione.
Ai fini di questo progetto si preferisce mantenere l'enfasi sul concetto di mobilità, più che di trasporto, in quanto in grado di cogliere meglio tutte le implicazioni economiche e politiche, nonché di tenere conto di altri aspetti che sempre più interagiscono come, ad esempio, la dematerializzazione delle merci, la virtualizzazione degli spostamenti e la security.
Lo studio riguarda principalmente la mobilità urbana, poichè:
- la mobilità urbana è già oggi e sarà ancor più in prospettiva uno degli elementi critici dello sviluppo economico dei prossimi anni sia nei Paesi più sviluppati, sia nei Paesi emergenti. L'urbanizzazione è infatti ancora crescente in tutte queste aree e lo sviluppo del traffico è previsto essere ovunque superiore alla crescita delle infrastrutture.
- la maggior parte della popolazione risiede nelle aree metropolitane che producono, proporzionalmente, la maggior parte del reddito del Paese;
- i problemi della mobilità hanno effetti di concentrazione molto elevati;
- la complessità del sistema è superiore a quella di una rete di trasporti, dove è dominante l'aspetto trasportistico;
- è il luogo ove l'introduzione di regole incontra la maggiore difficoltà di applicazione.
La questione della mobilità è una priorità delle Amministrazioni Pubbliche locali derivante dall’osservazione che l’infrastruttura urbana è, per definizione, una risorsa scarsa, destinata a diventare ancora più scarsa in futuro, e che genera fenomeni di congestione che producono esternalità (inquinamento atmosferico, code, consumo di infrastrutture) legate essenzialmente alla mobilità con mezzi individuali. Le città italiane vivono situazioni di emergenza e i decisori politici sono quindi chiamati a dare delle risposte attraverso le leve dell’offerta di mobilità (rafforzamento del trasporto pubblico e delle infrastruttuture) e attraverso le leve del controllo della mobilità (domeniche a piedi, targhe alterne, tasse di accesso).
Il Progetto La congestione della mobilità urbana ha visto svilupparsi negli ultimi 20 anni una serie di iniziative di ricerca e di applicazione di tecnologie e soluzioni in tutto il mondo, in questo favorite dallo sviluppo e dalla diffusione delle tecnologie di telecomunicazione e informatiche. E' infatti sempre più evidente che le leve tradizionali di intervento (ampliamento delle infrastrutture, incremento del trasporto pubblico, ecc.) sono destinate a non risolvere in modo soddisfacente il problema, anche se continueranno a mitigarne le conseguenze.
In questo contesto la chiave del progetto consiste nel riconoscere la valenza delle tecnologie ICT come abilitatori di strategie integrate di demand management della mobilità e di miglioramento dell'offerta di trasporto. Appare infatti evidente che:
- l'introduzione di regole (congestion pricing, value pricing, ecc.) che attribuiscono un valore economico alla risorsa scarsa infrastruttura di trasporto urbano diventerà sempre più urgente e diffusa;
- solo l'applicazione delle tecnologie ICT consentirà l'applicazione di regole sofisticate che soddisfino i seguenti requisiti:
- equità sociale;
- flessibilità (in funzione del tempo e delle condizioni al contorno);
- adattività (come capacità di seguire una learning curve e di modificarsi rispetto al disegno originario in funzione delle informazioni che via via si renderanno disponibili attraverso l'applicazione).
L’alternativa con più ampia flessibilità operativa è il sistema dei Crediti di Mobilità proposto da Fondazione Italiana Accenture ed Evidenze nel maggio 2005. Questo modello stabilisce un tetto massimo di esternalità che possono essere sostenute dalla città e lo distribuisce in quote uguali a ciascun cittadino sotto forma di crediti, che possono essere amministrati liberamente da ogni individuo.
Il sistema si configura come un meccanismo di gestione della domanda che tende a scoraggiare l’impiego del mezzo individuale premiando i comportamenti virtuosi e sanzionando i comportamenti onerosi per la città. Si tratta quindi di una soluzione equa perché permette ai singoli cittadini di decidere in funzione delle proprie esigenze di mobilità in rapporto alle priorità che l’amministrazione civica ha definito, se utilizzare l’automobile o i servizi di trasporto pubblico per muoversi in città.
La quantificazione dei crediti da erogare e le regole di consumo dei crediti stessi, sono funzione della tecnologia che verrà utilizzata per controllare l’effettivo consumo da parte dei cittadini. Il sistema può essere infatti realizzato secondo diversi modelli operativi:
- la regolazione di accessi in area centrale, mediante tecnologie come il Telepass;
- il monitoraggio capillare degli spostamenti in tutta l’area urbana mediante tecnologie di localizzazione (GPS e rete di comunicazione mobili).
In generale si può affermare che il consumo sarà in funzione del tipo di veicolo, dell’orario nel quale si verifica lo spostamento e dell’esistenza di alternative disponibili all’uso dell’automobile.
L’idea dei Crediti di Mobilità ha raccolto consensi dal Comune di Genova, che all’inizio del 2006 ha promosso uno studio di fattibilità che ha riguardato lo sviluppo di un modello strategico volto alla stima degli impatti di una politica di tariffazione dell’uso dell’auto associata ad una politica di Crediti di Mobilità.
Nel futuro una prima applicazione sperimentale del sistema dei crediti coinvolgerà gli operatori della distribuzione merci nel centro storico di Genova, con l’obiettivo di ottenere un controllo ed una gestione degli accessi nonché un’ottimizzazione della distribuzione nel suo complesso. Questa attuazione produrrà numerosi vantaggi:
- la possibilità di verificare l’applicazione del sistema dei crediti in un ambito di dimensioni ridotte (2100 soggetti corrispondenti a esercenti e artigiani del centro storico), ma a piena scala, in quanto tutto l’universo dei soggetti della mobilità è coinvolto nella sperimentazione;
- la generazione di una cultura del tema presso la popolazione locale.
Il passo successivo sarà l’applicazione del sistema alla mobilità individuale nell’area urbana di Genova. Infine dovrà essere affrontato anche lo studio degli effetti di rilocalizzazione su persone e aziende. Tutte queste iniziative dovranno essere svolte a supporto del Comune di Genova che ha già introdotto il sistema dei crediti nel Piano Urbano della Mobilità.
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Occasioni di incontro
23 Maggio 2005 - 3° Convegno Annuale della Fondazione Italiana Accenture
Conferenze stampa
3 febbraio 2006
3 febbraio 2005 |