Discorso introduttivo
Discorso di Diego Visconti Workshop "Innovazione, Sviluppo, Etica" 14 Maggio 2002
Grazie a tutti voi qui presenti oggi, in particolare grazie al Ministro Lucio Stanca, ad Adriano De Maio, Rettore del Politecnico e chairman del nostro Comitato degli Esperti, e ai nostri esperti, Maurizio Decina, Francesco Giavazzi, Alberto Martinelli e Lorenzo Sacconi, nonché a Enrico Sassoon, nostro moderatore.
Ma soprattutto grazie a voi che così numerosi avete accolto il nostro invito a partecipare a un primo dibattito sulla bozza del Libro Bianco “Innovazione, sviluppo, etica”.
Il livello di risposta a questa iniziativa è stato per me una piacevole sorpresa: il 100% dei nostri invitati, che rappresentano una lista ristretta di persone tendenzialmente pressate dagli impegni professionali, ci ha risposto di persona intervenendo al workshop odierno oppure dando la propria disponibilità a partecipare e a contribuire in momenti successivi.
Devo dire la verità, un simile livello di adesione è straordinario e questo veramente mi convince che l'iniziativa è buona, almeno a livello di proposta. Starà a noi metterla in pratica e farla funzionare. Perché ci siamo lanciati in questa avventura, in un momento congiunturale oggettivamente complesso e quando i nostri massimi sforzi sono concentrati sul mercato e sui clienti? Una Fondazione, se portata avanti seriamente, richiede un notevole impegno in risorse umane e finanziarie: questo ci hanno detto in molti e in questi primi mesi di attività ce ne siamo già resi conto.
Lasciatemi dare una risposta partendo un po’ da lontano.
Accenture è oggi, a livello mondiale, una società con revenues pari a circa 12 miliardi di dollari, una capitalizzazione di borsa che - in funzione dei giorni - oscilla tra i 20 e i 30 miliardi di dollari (siamo tra le prime 250 società al mondo per valore di capitalizzazione), 75.000 dipendenti distribuiti in 47 paesi, molti dei quali emergenti.
Come forse molti di voi ricordano, Accenture era una società privata posseduta dai partners. A Luglio 2001 ci siamo quotati al NYSE e in quel momento i Soci tutti hanno deciso di conferire una parte delle loro azioni a una Fondazione: la Fondazione Accenture.
Il motivo è abbastanza semplice: le dimensioni finanziarie e geografiche evidenziate da una struttura societaria pubblica e quotata, la presenza massiccia e in continua crescita in numerosi paesi, l'impatto oggettivo sul modo di essere e lavorare in molti di questi, doveva prevedere un impegno più visibile e concertato su temi ‘non business’, anche se a questo evidentemente collegato.
I soci volevano e vogliono avere un impatto su questi temi, e sono stati pronti a dedicare parte del loro Wealth alla creazione e gestione di questa aspirazione.
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Diego Visconti, Presidente Fondazione Italiana Accenture
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