Discorso di benvenuto
Discorso di benvenuto di Roberto Romanin Jacur Primo convegno annuale - 12 Giugno 2003
"Desidero innanzitutto ringraziare i relatori - in particolar modo il Ministro Maroni e Jeffrey Sachs - e tutto il pubblico intervenuto e darvi il benvenuto anche a nome di Diego Visconti - Presidente della Fondazione - che oggi purtroppo è stato trattenuto negli Stati Uniti.
Solo due parole per introdurre il ruolo della Fondazione Italiana Accenture, che nasce per volontà dell'azienda Accenture Spa ed è una realtà abbastanza giovane. Accenture è un'impresa che da molti anni dedica attenzione al proprio ruolo sociale, per la natura del suo business che è quello di aiutare le aziende a realizzare grossi progetti di cambiamento che a loro volta incidono su come si lavora, come si produce, come si vende, ma anche come si consuma, come si acquista, come si comunica. Accenture è quindi un'impresa che operando direttamente sulla competitività e sulla capacità di offrire migliori prodotti e servizi, contribuisce significativamente al progresso delle aziende e dei Paesi nei quali opera.
La Fondazione Italiana Accenture è un'iniziativa che vorremmo ci aiutasse a focalizzare meglio i nostri interventi a vantaggio della collettività, orientando tutto il patrimonio delle competenze, delle esperienze e delle relazioni della nostra azienda. Quindi una Fondazione che ha come missione primaria quella di valorizzare e promuovere l'innovazione. L'innovazione soprattutto tecnologica, ma anche manageriale e scientifica, come driver di sviluppo. Driver di sviluppo etico nell'economia, ma anche nella società, nel contesto di un'economia che presenta opportunità straordinarie ma anche grosse contraddizioni, grosse sfide.
La Fondazione Italiana Accenture si è data pochi ma significativi elementi di peculiarità. - In primo luogo avere un piano di lavoro basato su un buon mix tra attività di ricerca e dibattito da una parte, ma anche iniziative concrete dall'altra. - Secondo, concentrare i nostri sforzi su progetti che potremmo definire emblematici, che sono quindi capaci di innescare dei processi più ampi ed evolutivi. - Terzo, svolgere un ruolo di catalizzatore, aggregando tutte le migliori risorse disposte a collaborare con noi su iniziative di ampio respiro.
Vorrei, a questo riguardo, citare la collaborazione con l'Università Bocconi - qui rappresentata anche ai massimi livelli dal Prof. Secchi, che ringrazio - per la costituzione di un osservatorio sull' attrattività del sistema Italia, che probabilmente sarà oggetto del secondo convegno annuale della nostra Fondazione. L'Osservatorio avrà come compito quello di contribuire a definire chi e che cosa il nostro Paese vuole attrarre, quali sono i principali indicatori di attrattività e quali sono le iniziative che potrebbero migliorare i livelli di attrattività attuali.
La Fondazione Italiana Accenture, come molti di voi già sanno, si è prefissa di intervenire principalmente in tre aree di focalizzazione: 1. l'innovazione della formazione, con particolare riferimento ai giovani e alle materie tecnico-scientifiche; 2. l'applicazione della nuova tecnologia per la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale; 3. lo studio e il dibattito sui più efficaci modelli per uno sviluppo etico.
Vorrei soffermarmi a questo punto sul Progetto Etica del quale questo Convegno è un'importante componente, anche se non l'unica. L'incontro di oggi segue infatti il workshop del 27 maggio al quale alcuni di voi hanno partecipato e nel quale un nutrito gruppo di manager ha avuto l'opportunità di confrontarsi con alcuni dei più qualificati accademici ed esponenti comunitari che si occupano di questa materia.
Mi fa piacere segnalare in questa sede alcuni dei temi che hanno riscosso maggiori consensi. - Anzitutto una forte convergenza sul fatto che la Corporate Social Responsibility non sia necessariamente in contraddizione con il perseguimento di obiettivi di redditività, oggi particolarmente sfidanti, alla luce di un quadro economico non favorevole. - Secondo, la necessità di prestare molta attenzione al delicato equilibrio tra aspetti regolamentati e aspetti di autoregolamentazione, allo scopo di creare un quadro comune per tutti e allo stesso tempo di salvaguardare gli aspetti volontari dell'esercizio della responsabilità etica, nonché la libera concorrenza tra le imprese. - Terzo, la visione olistica della CSR, che considera la CSR fortemente integrata con i comportamenti complessivi dell'impresa e quindi connessa con le politiche ambientali, con la trasparenza finanziaria, con la corporate governance. - Quarto, l'opportunità di fare della CSR un elemento strategico della gestione d'impresa che possa contribuire a definirne i connotati distintivi e quindi i caratteri competitivi. - Quinto, la necessità di accelerare il processo di creazione e condivisione di una più ampia e diffusa cultura della Corporate Social Responsibility, sia all'interno delle imprese, sia tra tutti gli stakeholder coinvolti all'esterno.
Questo solo per citare alcuni degli spunti emersi nel workshop, propedeutico al Convegno di oggi, che a sua volta vuole precedere altri momenti di approfondimento con gruppi di lavoro più ristretti, che stiamo mettendo a punto in questi giorni.
Un altro elemento qualificante del Progetto Etica - che mi sembra importante sottolineare - sarà la costituzione, a Milano, di un centro di ricerca inter-universitario per l'etica degli affari, o Business Ethics, che oltre all'attività di studio e di ricerca avrà il compito di costituire la prima cattedra universitaria di Business Ethics nel nostro Paese. Vogliamo così aiutare ad affrontare un problema molto semplice in teoria, però molto rilevante nella pratica, che è quello di fornire alle imprese le competenze necessarie per gestire con professionalità i temi che oggi stiamo discutendo. Se è infatti naturale pensare a un ingegnere per assumere un responsabile della produzione, piuttosto che a un laureato in giurisprudenza per un ufficio legale, non è altrettanto evidente dove rivolgersi per costituire oppure per rafforzare una struttura organizzativa dedicata alla Corporate Social Responsibility.
Ritornando al programma generale della Fondazione, volevo citare brevemente altri tre progetti in corso che si aggiungono ai due che ho già citato. Il primo progetto riguarda la creazione di una piattaforma di e-learning per la scuola media superiore. Si tratta di un progetto importante sul quale stiamo svolgendo il ruolo di catalizzatore di energie, mettendo a disposizione il nostro know-how e cercando di aggregare tutte quelle risorse qualificate che sono necessarie per realizzare un processo che per sua natura è interdisciplinare. Il progetto è stato sviluppato sotto la guida del Prof. Maurizio Decina, membro del comitato consultivo degli esperti della Fondazione - che colgo l'occasione per ringraziare - e ci vede dialogare attivamente con il Politecnico di Milano per definire le modalità realizzative più adatte. In particolare, d'accordo con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che ha già espresso il proprio appoggio a questa iniziativa, stiamo lavorando per capire come capitalizzare al meglio l'esperienza già fatta dal Politecnico stesso con l'iniziativa Math on line. Dovremo quindi dare avvio alla fase realizzativa della piattaforma tecnologica e metodologica, sviluppando da subito due corsi pilota: per studenti e per insegnanti, coinvolgendo fin da questa fase sperimentale oltre duemila studenti e centocinquanta insegnanti.
Il secondo progetto riguarda la creazione di un laboratorio di genetica e di biotecnologie per contribuire alla diffusione della cultura scientifica in Italia presso i giovani, per il quale stiamo avviando una collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.
Il terzo progetto, chiamato Musei e Città d'Arte Digitali, si propone di preservare e rendere più accessibile il nostro patrimonio culturale e avrà probabilmente una sua prima applicazione nel distretto fiorentino, come mi confermava poc'anzi uno dei partecipanti ai lavori. A questo punto non vorrei sottrarre altro tempo al tema di oggi. Vi ringrazio molto per la vostra attenzione e restituisco la parola al moderatore".
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Roberto Romanin Jacur, Vicepresidente Fondazione Italiana Accenture |
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