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3 Febbraio 2005

Fondazione Italiana Accenture La Fondazione Italiana Accenture annuncia in collaborazione con Evidenze l’avvio del progetto:

Vivere la città: dalle restrizioni all'organizzazione della mobilità.


Tecnologie avanzate, già esistenti, consentirebbero di organizzare in modo organico il traffico coniugando una migliore viabilità con una maggiore soddisfazione dei bisogni individuali.

Milano, 3 febbraio 2005 - I cittadini vivono ormai ogni nuova regolamentazione del traffico come una nuova restrizione ai propri bisogni di mobilità e nel migliore dei casi come un ennesimo momento di confusione. I pubblici amministratori d’altra parte, hanno imparato a considerare la viabilità come uno dei temi con le maggiori possibilità di conflitto con svariate categorie di elettori: dai cittadini stessi ai taxisti, dai dipendenti delle municipalizzate ai commercianti...

Tutto ciò ha reso storicamente molto rari gli esempi di un approccio sistematico ed organico alla gestione del traffico che mettesse insieme tutte le competenze necessarie e facesse leva integralmente su tutte le possibilità offerte dalla tecnologia. Ne è risultata una vivibilità delle città sempre peggiore, oggi acutizzata dal problema inquinamento e dalle risposte ‘tattiche’ che aggravano una situazione già estremamente problematica.

Da qui la anche la perdita di una opportunità per il sistema Italia di far nascere un forte comparto di imprese che unendo le capacità di hardware, software e integrazione interdisciplinare - elementi nei quali disponiamo di protagonisti assolutamente eccellenti - potrebbe divenire decisamente competitivo a livello internazionale contribuendo così alla crescita, da tutti auspicata, della nostra economia.

L’utilizzo delle tecnologie ICT per l’applicazione di regole sofisticate che soddisfino i requisiti di equità sociale, flessibilità e dinamicità: è quindi il nucleo centrale del progetto sulla mobilità urbana che verrà condotto dalla Fondazione Italiana Accenture in collaborazione con Evidenze.

Infatti, le attuali misure sulla mobilità sono essenzialmente di carattere restrittivo e sollevano perplessità circa la loro equità poiché colpiscono in egual misura ma con effetti differenti cittadini con diverso reddito e necessità.

Lo studio che prende avvio oggi si propone di tracciare un quadro della situazione italiana partendo dal presupposto che la mobilità urbana rappresenti un elemento chiave dell’attrattività del Paese, poiché condiziona gli investimenti ed ha ricadute sulla produttività e competitività.

I problemi centrali della mobilità urbana identificati dalla ricerca sono relativi a:
- Congestione
- Inquinamento
- Sicurezza

Dall’analisi preliminare svolta emerge come un certo livello di congestione sia sostanzialmente fisiologico, in quanto non può essere economicamente conveniente dimensionare le infrastrutture di trasporto in funzione dei picchi della domanda. Il problema si crea invece quando viene superata una soglia critica di congestione. Superare questa soglia significa attuare uno spreco di risorse attraverso una serie di meccanismi che implicano i ritardi dei viaggiatori, ma anche le esternalità ambientali, legate all’incremento di inquinanti rispetto ad una situazione di maggiore fluidità. La congestione inoltre può anche influenzare la sicurezza, perché se è vero che la conseguente diminuzione della velocità limita i danni più gravi, la densità del traffico e il livello di stress dei guidatori sono gli ingredienti che aumentano la numerosità dei piccoli incidenti e dei danni materiali ai veicoli.

Lo studio si strutturerà in tre momenti principali:
- una fase di ricognizione sistematica iniziale per estrarre le informazioni chiave derivanti dalla vasta letteratura disponibile sull’argomento;
- una fase di analisi ed elaborazione delle informazioni disponibili, con applicazione al caso italiano delle informazioni raccolte;
- una fase di indagine sul campo, a verifica delle ipotesi sviluppate nelle fasi precedenti.

Attraverso questi momenti si intende arrivare ad una valutazione delle possibili strategie di gestione della mobilità urbana che consenta di individuare il miglior mix tra le leve a disposizione.

In particolare il programma di lavoro si articola in uno studio preliminare che permetta di identificare e poi di lanciare progetti specifici autofinanziati - eseguiti sotto la regia della Fondazione Italiana Accenture - da consorzi che aggregheranno come interlocutori centri di eccellenza e imprese.

La realizzazione di questi progetti si articolerà lungo due assi:
- lo sviluppo di progetti federativi in grado di aggregare essenzialmente diverse aree metropolitane eleggibili come aree campione con caratteristiche simili e l’utilizzo di tali aree campione come progetti pilota che dimostrino l’efficacia di alcune misure di gestione della mobilità;
- Lo sviluppo di una piattaforma tecnologica di mobilità urbana in grado di aggregare intorno ad alcuni poli di eccellenza imprese nazionali operanti in diversi settori che afferiscono alla mobilità.

L’esito atteso è la costituzione di best practice che consentano di affrontare in modo sistematico il problema della mobilità urbana, quindi la realizzazione di sistemi di mobilità basati su tali best practice; e infine l’espansione delle attività industriali della piattaforma tecnologica anche verso paesi terzi. L’Italia è infatti già detentrice di alcune best practice, come lo testimonia l’esempio del Telepass, sistema nato in Italia e successivamente adottato da altri paesi.

”La mobilità urbana è oggi e ancor di più lo sarà in prospettiva futura uno degli elementi critici dello sviluppo economico italiano. L’urbanizzazione è infatti ancora crescente e lo sviluppo del traffico è previsto essere ovunque superiore alla crescita delle infrastrutture- dichiara Diego Visconti, Presidente della Fondazione Italiana Accenture. Per questo progetto abbiamo deciso di adottare un approccio alla mobilità innovativo: il punto di partenza è la definizione di un modello di riferimento anch’esso innovativo perché integra gli aspetti della viabilità con quelli tecnologici, sociologici ed organizzativi - che verrà poi proposto alle singole aree metropolitane per essere adattato in ragione sia delle specificità oggettive dell’area, sia in ragione delle scelte politiche di competenza della amministrazione locale. Volendo riassumere in una frase, ci proponiamo di dare un contributo per il passaggio da un divieto generalizzato a opportunità personalizzate”.


Per ulteriori informazioni:
Accenture Media & Analyst Relations
Amelia Venegoni – 02.7775. 8511 -
amelia.venegoni@accenture.com
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