Fondazione Italiana Accenture
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13 Maggio 2004

Fondazione Italiana Accenture Presentato il primo rapporto dell’Osservatorio permanente della Fondazione Italiana Accenture realizzato con il contributo scientifico dell’Università Bocconi.

Quattro ‘idealtipi’ per esprimere il potenziale di attrattività del Sistema Italia.

6 profili di attrattività individuati tra le regioni italiane e 13 a livello provinciale a confronto con le aspettative (idealtipi) di manager e imprenditori.


Milano, 13 Maggio 2004 - L’Italia dell’efficienza, l’Italia del contesto istituzionale stabile, l’Italia dei settori di punta e l’Italia della qualità della vita: sono i 4 ‘idealtipi’ di attrattività che 400 manager e 35 capiazienda o imprenditori reputano perseguibili per il nostro Sistema Paese o per le sue realtà territoriali.

Costo dei fattori di produzione, qualità della vita, formazione, qualità e flessibilità del lavoro, e contesto (innovazione, bassa conflittualità e istruzione) sono le leve fondamentali per raggiungere l’obiettivo – attraverso 4 possibili strade – di aumentare la nostra attrattività nazionale e locale verso quelle risorse finanziarie, umane e tecnologiche indispensabili per una nuova fase di sviluppo e benessere.
Seguendo una metodologia di indagine particolarmente innovativa, l’Osservatorio permanente sull’attrattività del Sistema Italia, promosso dalla Fondazione Italiana Accenture e realizzato con il contributo scientifico dell’Università Bocconi, ha poi confrontato questi modelli ideali di attrattività con i profili attuali delle regioni e delle singole province che compongono il nostro paese.

Emergono 6 profili regionali e 13 provinciali che presentano evidenti criticità, ma anche un significativo potenziale che potrebbe essere espresso – con sforzi impegnativi, ma sicuramente più fattibili di quanto si potrebbe immaginare – indirizzando alcune priorità che emergono chiaramente dall’analisi.


Tra queste priorità ad esempio:
1. migliorare la capacità della Pubblica Amministrazione nelle regioni del sud perché si faccia elemento trainante di progetti mirati per sviluppo che sappiano coinvolgere i principali stakeholder;
2. concentrare le poche risorse disponibili su progetti specifici nelle regioni - come la Liguria, l’Abruzzo, l’Umbria e il Molise – che, per la presenza di forti competenze e grande disponibilità al cambiamento, si caratterizzano per un elevato potenziale;
3. fare leva sull’alto livello di bessere per finanziare la creazione di nuove competenze che rilancino la competitività di regioni come l’Emilia Romagna, la Toscana, il Piemonte, il Veneto e le Marche;
4. decongestionare le risorse presenti in regioni ‘mature’ come la Lombardia;
5. accentuare l’utilizzo a fini economici del benessere e delle competenze presenti in regioni come il Lazio;
6. favorire lo sviluppo di una maggiore imprenditorialità in regioni con forti peculiarità territoriali e amministrative come il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e la Valle d’Aosta.

“La cultura della nostra azienda – ha commentato Diego Visconti Presidente della Fondazione Italiana Accenture – è sempre stata basata sul concetto di realizzare concretamente progetti strategici. Abbiamo voluto applicare questa mentalità, attraverso la nostra Fondazione, anche ad un tema collettivo come l’attrattività del Sistema Italia. Ben al di là delle prime indicazioni che emergono, l’Osservatorio vuole fornire ai policy maker e agli operatori economici una base informativa estremamente solida per trovare degli obiettivi strategici precisi e realistici in termini di modelli di sviluppo ma anche, soprattutto, le leve concrete e più efficaci per tradurli in pratica”

”Dall’Osservatorio emerge chiaramente la necessità di lavorare per progetti - ha dichiarato Adriano De Maio, Presidente del Comitato degli Esperti della Fondazione Italiana Accenture.
Bisogna quindi promuovere iniziative capaci di aggregare le risorse necessarie per agire come veri driver di un cambiamento che liberi e realizzi l’attrattività potenziale del nostro paese.
Non parlo solo di risorse finanziarie, ma anche di mobilitazione degli stakeholder, di risorse intellettuali e tecnologiche, di collaborazione tra enti, istituzioni e imprese, nonché tra mondo pubblico e privato”.

“L’Osservatorio – ha aggiunto Carlo Secchi Rettore dell’Università Bocconi – ha confermato l’assoluta centralità del tema competenze sotto numerosi aspetti che vanno dall’innovazione alla qualità, passando attraverso la formazione e la disponibilità di infrastrutture, come la banda larga solo per fare un esempio, che facilitino la circolazione del sapere. Inoltre, il gruppo di lavoro Bocconi-Accenture che sviluppa l’Osservatorio sta ora lavorando all’individuazione di alcuni cantieri ‘trasversali’ che potrebbero abilitare e sostanziare numerosi progetti. Per ora stiamo lavorando su filoni come lo sfruttamento delle risorse peculiari del nostro paese, ad esempio quelle turistiche e culturali, sul tema delle filiere e della loro sostenibilità economica, sulla valorizzazione degli aspetti territoriali e sull’internazionalizzazione”.

“ L’Osservatorio permanente – ha concluso Paola Dubini, Professore Associato di Strategia dell’Università Bocconi e Coordinatrice del Progetto Osservatorio– non si limita a presentare delle graduatorie su pochi fattori sintetici, ma aggrega i dati quantitativi più attendibili, provenienti da oltre 130 analisi comparative e articolati su ben 258 variabili per disegnare dei profili di attrattività costruiti su base statistica da confrontare con le aspettative (idealtipi) di manager e imprenditori. E’ un po’ come dire che l’attrattività di un quadro si basa sui singoli elementi che lo compongono (colori,segni, luce, tecniche, …), ma si esprime nel suo insieme e il suo insieme suscita poi giudizi diversi in funzione del pubblico che lo guarda”.


Per ulteriori informazioni:
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